Tumori professionali in UE: 100.000 morti all’anno, i dati di EU-OSHA

I tumori professionali causano oltre 100.000 morti all’anno in UE, il 45% dei decessi legati al lavoro. Quasi la metà della forza lavoro europea è esposta a fattori di rischio cancerogeno

Tumori professionali in UE: 100.000 morti all’anno, i dati di EU-OSHASecondo i dati pubblicati dall’EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) nell’ambito della Settimana europea contro il cancro 2026, i tumori professionali rappresentano la principale causa di mortalità connessa al lavoro nell’Unione europea, con oltre 100.000 decessi all’anno.

I tumori professionali costituiscono circa il 45% di tutti i decessi correlati al lavoro nell’UE, rendendo la prevenzione dell’esposizione ai fattori di rischio cancerogeni una priorità assoluta per le imprese e per i sistemi di tutela della salute.

Il peso dei tumori professionali in Europa

Nonostante i progressi negli ultimi anni, i tumori professionali restano un problema centrale in materia di salute sul lavoro. L’indagine sull’esposizione della forza lavoro condotta dall’EU-OSHA indica che quasi la metà della forza lavoro europea è stata probabilmente esposta ad almeno un fattore di rischio di cancro nell’ultima settimana lavorativa, con esposizioni elevate e multiple in determinate attività e settori.

Il numero di persone che convivono con il cancro e continuano a lavorare è più alto che mai, ma lavorare durante le terapie oncologiche o dopo la guarigione può richiedere adattamenti significativi in termini di sostegno, flessibilità e tutela sul luogo di lavoro.

Quali sono i principali fattori di rischio

Gli agenti chimici rimangono la causa principale dei tumori professionali, ma non sono gli unici. L’EU-OSHA evidenzia che anche i fattori di rischio fisici e organizzativi hanno un ruolo importante, tra cui:

  • Radiazioni ultraviolette (UV) solari, per i lavoratori esposti all’aperto (edilizia, agricoltura, turismo, trasporti).
  • Lavoro notturno e altri fattori legati all’organizzazione e alle condizioni di lavoro, che possono influire sui ritmi biologici e sull’equilibrio ormonale.
  • Interferenti endocrini (come alcuni pesticidi), oggetto di crescente interesse scientifico per i potenziali effetti cancerogeni.
  • Determinati nanomateriali, ad esempio i nanotubi di carbonio a parete multipla (MWCNT-7), per i quali si stanno accumulando evidenze di rischio cancerogeno.

La prevenzione dell’esposizione alla fonte, il miglioramento della gestione dei rischi sul posto di lavoro e la sensibilizzazione rimangono gli elementi essenziali per proteggere i lavoratori e ridurre l’incidenza dei tumori professionali in tutta Europa.

Le azioni dell’UE per la prevenzione

La prevenzione dei tumori professionali è un obiettivo fondamentale del quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021‑2027 e del piano europeo di lotta contro il cancro. Uno strumento legislativo di importanza centrale è la direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione (CMRD), modificata più volte per tenere conto delle evidenze scientifiche più recenti.

L’obiettivo è ridurre considerevolmente i futuri casi di tumori professionali e altri gravi problemi di salute, abbassando i limiti di esposizione e rafforzando gli obblighi di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria.

Impatto economico e costi per la società

Oltre alle conseguenze umane, i tumori professionali hanno un impatto economico rilevante. Secondo studi condotti da EU-OSHA in collaborazione con partner come ILO e ICOH, le malattie professionali e gli infortuni legati al lavoro generano un costo per l’Unione europea pari al 3,3% del PIL, ovvero 476 miliardi di euro all’anno. Di questi, circa 119,5 miliardi sono generati esclusivamente dai tumori professionali.

Cifre che dimostrano come la prevenzione non rappresenti solo un obbligo normativo, ma anche un investimento economico e sociale, con un ritorno significativo in termini di salute, produttività e sostenibilità del sistema sanitario.

Perché è importante per le PMI italiane

Per le piccole e medie imprese italiane, i dati di EU-OSHA segnalano la necessità di rivedere in modo sistematico la valutazione del rischio cancerogeno e le misure di prevenzione, in particolare nei settori ad alto rischio:

  • Edilizia (esposizione a amianto, silice, UV, catrami, cemento, vernici, solventi).
  • Industria chimica e manifatturiera (solventi, coloranti, idrocarburi, metalli pesanti).
  • Agricoltura (pesticidi, fitofarmaci, polveri organiche).
  • Sanità e servizi (agenti chimici, sterilizzanti, farmaci citostatici, disinfectanti).
  • Lavori all’aperto (esposizione a radiazioni UV, polveri, asfalto).

Le aziende sono invitate a verificare che:

  • la Valutazione del Rischio (DVR) includa in modo esplicito i rischi cancerogeni e mutageni;
  • siano previste misure di sostituzione delle sostanze più pericolose;
  • siano adottate protezioni collettive e individuali coerenti con l’esposizione potenziale;
  • esista un programma di sorveglianza sanitaria diretto e mirato;
  • il personale sia formato e informato sui rischi e sulle buone prassi di prevenzione.
Cosa fare subito per le aziende

Alla luce dei dati di EU-OSHA, le PMI italiane hanno l’opportunità di:

  • verificare la completezza della valutazione del rischio cancerogeno nel DVR;
  • aggiornare le schede di sicurezza e le banche dati delle sostanze;
  • progettare piani di riduzione dell’esposizione e di eliminazione della fonte;
  • utilizzare la formazione come strumento di prevenzione e cambiamento culturale;
  • coinvolgere il Medico Competente e l’RSPP nell’analisi dei rischi cancerogeni.

La prevenzione dei tumori professionali è un investimento a lungo termine, con ricadute positive su salute, clima aziendale, reputazione e conformità normativa.

I dati sui tumori professionali e l’iniziativa “Stop Carcinogens at Work” sono pubblicati sul sito ufficiale dell’EU-OSHA, nella sezione dedicata al cancro e al lavoro: EU-OSHA – Cancro e lavoro

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28/05/2026

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