Emergenza Caldo 2026: Scatta lo Stop ai Lavori all'Aperto in Lombardia

Scatta lo stop obbligatorio all'aperto dalle 12:30 alle 16:00 per edilizia e agricoltura. Sanzioni penali (Art. 650 C.P.)

Emergenza Caldo 2026: Scatta lo Stop ai Lavori all'Aperto in Lombardia Di fronte all'innalzamento globale delle temperature e all'intensificarsi delle ondate di calore estive, la Regione Lombardia ha deciso di intervenire con fermezza per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti al rischio microclimatico.

Il Presidente della Regione, Attilio Fontana, ha firmato l'Ordinanza contingibile e urgente n. 484 del 9 giugno 2026. Questo provvedimento stabilisce una serie di divieti e raccomandazioni tassative che resteranno in vigore dal 10 giugno fino al 23 settembre 2026 su tutto il territorio regional.

L'atto si colloca all'interno del quadro normativo nazionale delineato dal D.Lgs. 81/2008 e risponde direttamente alle indicazioni del D.M. 9 luglio 2025 relativo al protocollo quadro per le emergenze climatiche nei luoghi di lavoro.

I Settori Coinvolti e la Fascia Oraria di Divieto

L'ordinanza introduce un divieto assoluto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole.

  • Fascia oraria critica: Lo stop è valido dalle 12:30 alle 16:00.
  • Condizione di attivazione: Il blocco scatta nei giorni in cui le mappe di rischio (basate sul sistema di monitoraggio e sulla piattaforma Worklimate) segnalino un livello di rischio critico.

I settori maggiormente esposti al rischio e per i quali il divieto è obbligatorio sono:

  • Settore agricolo, florovivaistico e forestale: Raccolta di ortofrutta, manutenzione del verde e attività connesse svolte all'aperto.
  • Cantieri edili e affini: Lavori di costruzione, rifacimento stradale, carpenteria e qualsiasi attività di cantiere non protetta da coperture.
  • Attività estrattive: Lavorazioni all'interno di cave e miniere all'aperto.

Deroghe, Esclusioni e Servizi Essenziali

Il provvedimento regionale individua precise eccezioni per garantire la continuità dei servizi essenziali per la cittadinanza. Sono esentati dal divieto pomeridiano:

  • Gli interventi urgenti o indifferibili eseguiti direttamente dalle Pubbliche Amministrazioni o dai concessionari di pubblici servizi.
  • I lavori legati ad appalti pubblici per interventi di protezione civile, pubblica utilità o volti alla salvaguardia della pubblica incolumità.
Nota per i datori di lavoro in regime di deroga: L'esenzione dallo stop non esonera l'azienda dalle proprie responsabilità penali e civili. Anche nei casi di deroga, sussiste l'obbligo di riorganizzare i turni, predisporre idonei dispositivi di protezione e attuare misure organizzative alternative per ridurre al minimo lo stress termico dei lavoratori.

Il Quadro Sanzionatorio Penale

La vigilanza sul rispetto dell'ordinanza è affidata agli organi di controllo competenti (ATS, Ispettorato Nazionale del Lavoro e Forze dell'Ordine). La violazione dei divieti imposti dal provvedimento regionale non costituisce una semplice sanzione amministrativa:

  • Trova applicazione immediata l'articolo 650 del Codice Penale (Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità).
  • La sanzione prevede l'arresto fino a tre mesi o un'ammenda fino a 206 euro, a meno che l'inosservanza non configuri reati più gravi legati alla compromissione della salute o all'infortunio sul lavoro.

Linee Guida per gli Altri Settori (Logistica e Ambienti Chiusi)

Per tutte le attività che non rientrano nel blocco tassativo dei tre settori principali — come il comparto della logistica (lavoro sui piazzali, movimentazione merci nelle baie di carico e scarico) o le attività in ambienti chiusi non climatizzati (officine, capannoni industriali influenzati dall'irraggiamento esterno) — la Regione e le Parti Sociali raccomandano l'applicazione rigorosa delle linee di indirizzo specifiche:

  • Riorganizzazione dei Turni: Anticipare l'orario di inizio del turno mattutino e posticipare quello pomeridiano, programmando le mansioni fisicamente più gravose nelle ore più fresche della giornata.
  • Gestione delle Pause e Idratazione: Istituire pause obbligatorie e frequenti di recupero (es. 15 minuti ogni ora nelle fasi di picco) da trascorrere in aree ombreggiate, climatizzate o rinfrescate. Garantire la disponibilità costante di acqua potabile fresca e integratori salini.
  • Acclimatazione Graduale: Monitorare con attenzione i lavoratori neo-assunti, i soggetti vulnerabili o i lavoratori di rientro da lunghi periodi di assenza, poiché il loro organismo richiede dai 7 ai 14 giorni per sviluppare una tolleranza fisiologica al caldo estivo.
  • Lavoro in Squadra e Formazione: Evitare assolutamente il lavoro in solitario nei momenti più caldi. Formare preventivamente i lavoratori e i preposti affinché sappiano riconoscere immediatamente i sintomi precursori del colpo di calore (es. vertigini, nausea, cute secca e calda, stato confusionale) e sappiano come attivare le procedure di primo soccorso.
  • Abbigliamento Adeguato: Fornire e richiedere l'uso di indumenti di lavoro leggeri, traspiranti, preferibilmente in fibre naturali (come il cotone) e di colore chiaro, associati a copricapi per l'esposizione diretta al sole.

Consulta l'ordinanza della Regione Lombardia da questo link.

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11/06/2026

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