Criteri di Ammissibilità dei Rifiuti Inerti in Discarica: Il Nuovo Interpello del MASE

Chiarimenti operativi sulla caratterizzazione di base e sulla gestione dei rifiuti da C&D che non soddisfano i requisiti di recupero "End of Waste"

Criteri di Ammissibilità dei Rifiuti Inerti in Discarica: Il Nuovo Interpello del MASEIl Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con il recente Interpello del 11 febbraio 2026, ha fornito attesi chiarimenti in merito all'applicazione del D.M. 27 settembre 2010 relativo ai criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle discariche.

La questione centrale riguarda la gestione dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione (C&D) che, pur essendo potenzialmente recuperabili, devono essere avviati a smaltimento finale per il mancato raggiungimento degli standard tecnici di recupero (End of Waste).

Il Ruolo Centrale della Caratterizzazione di Base

Il MASE ribadisce con fermezza che la caratterizzazione di base è l'elemento cardine della tracciabilità e della sicurezza ambientale. Non è ammessa alcuna deroga: ogni produttore di rifiuti è tenuto a raccogliere tutte le informazioni necessarie per lo smaltimento sicuro, incluse le analisi chimiche che attestino il rispetto dei limiti di concentrazione per la categoria "inerti".

Tale procedura deve necessariamente includere:

  • La determinazione dell'origine e della composizione del rifiuto.
  • La valutazione della sua tendenza a produrre percolato (test di cessione).
  • L'analisi della variabilità del rifiuto nel tempo (fondamentale per i cantieri di lunga durata).

Accettazione Diretta vs Obbligo di Analisi

L'interpello chiarisce il confine tra i rifiuti che possono essere ammessi "a vista" e quelli che richiedono test di laboratorio rigorosi:

  • Rifiuti ad Accettazione Diretta: Restano validi i codici CER elencati nell'Art. 2 del D.M. 2010 (come macerie da C&D, vetro, terra e rocce non contaminate), ma solo se provenienti da flussi monofila controllati. Se esiste il minimo sospetto di contaminazione (es. presenza di vernici, resine o tracce di idrocarburi), l'accettazione diretta decade immediatamente.

  • Rifiuti con Obbligo di Analisi: Per tutti gli altri casi, è imperativo il superamento dei test di cessione. Il Ministero ha specificato che se un rifiuto non supera i criteri per diventare un "aggregato recuperato" (EoW), esso non è automaticamente escluso dalla discarica per inerti, a patto che rispetti i limiti di cessione meno restrittivi previsti per lo smaltimento.

Focus Tecnico sui Parametri TOC e Sali Inorganici

Uno degli aspetti più complessi riguarda i parametri analitici che spesso portano al rifiuto del carico da parte del gestore della discarica:

  • TOC (Carbonio Organico Totale): Il limite standard è fissato al 3%. L'interpello chiarisce che valori tra il 3% e il 5% possono essere accettati solo se il produttore dimostra, tramite ulteriori analisi (come il parametro DOC sul percolato), che la componente organica è stabile e non soggetta a fenomeni di degradazione pericolosa.

  • Sali e Solfati: È stato ribadito che il superamento delle soglie di solfati, cloruri e fluoruri è un criterio di esclusione tassativo per le discariche di inerti. In questi casi, il rifiuto deve essere necessariamente declassato e inviato a discariche per rifiuti non pericolosi, con un conseguente aumento significativo dei costi di smaltimento.
Ripartizione delle Responsabilità e Rischi Sanzionatori

L'interpello del 2026 definisce uno scenario di "controllo incrociato" e responsabilità condivise:

  • Il Produttore: Ha la responsabilità penale e amministrativa della corretta classificazione. Fornire una caratterizzazione incompleta o mendace può configurare il reato di traffico illecito di rifiuti o gestione non autorizzata.

  • Il Gestore della Discarica: Agisce come primo filtro di verifica. È tenuto a confrontare il carico in ingresso con la caratterizzazione di base fornita e a eseguire analisi di "verifica di conformità" a campione su almeno una consegna ogni 15.000 tonnellate (o una volta l'anno per quantità inferiori).

In breve: Questo chiarimento ministeriale sottolinea come la gestione degli inerti richieda una competenza tecnica analitica costante. La corretta interpretazione dei limiti di legge rappresenta lo scudo che protegge la tua azienda da blocchi operativi in cantiere e pesanti sanzioni ambientali.

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Consulta il documento sul sito del MASE

19/02/2026

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